Proposta
Agosto 2018

 

LE PRISONNIER

Le Prisonnier di Maison Anselmet, Val D’Aosta, è senz’altro uno dei più grandi vini italiani degli ultimi anni e non solo per l’alto livello qualitativo raggiunto. A questo produttore va infatti il merito di aver investito in storici vitigni Italiani che si stavano perdendo nel dimenticatoio riuscendo così a unire il business con l’apporto di valore del territorio.

Viene ricavato da vitigni autoctoni come il Petit Rouge, il Fumin, il Cornalin e il Mayolet impiantati in una vigna storica risalente al 1800.

Insediata tra le rocce, queste la circondano e la proteggono creando una sorta di “scambiatore di calore naturale”. Infatti la bontà di questo vino è da ricercare in parte in un fenomeno naturale che conferisce alle uve caratteristiche uniche. Tale fenomeno agisce come una doppia escursione termica nell’ arco delle stesse 24 ore: le basse temperature del mattino salgono decisamente durante le ore del giorno per poi ridiscendere la sera, ma nella notte le rocce entrano in gioco rilasciando calore e permettendo alla temperatura di risalire in modo considerevole; questo continuo cambiamento di temperatura dona alle uve un contenuto di acidità e zuccheri di raro equilibrio.

Per tale motivo l’Associazione Italiana Sommelier ha premiato “Le Prisonnier” prima con le “Quattroviti” e poi con il “Tastevin 2018”; un altissimo riconoscimento a cui concorrono solo 22 etichette sulle migliaia italiane.

Il motivo di questo prezioso riconoscimento è racchiuso nelle parole di Antonello Maietta, presidente nazionale AIS: ”…a coloro che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva di origine e che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’ attenzione del settore i vitigni dimenticati”.

Testimonianza di un legame fortissimo con il territorio Le Prisonnier è un rosso dal colore rubino intenso e limpido. Il profumo, caleidoscopico e molto ricco, inizia con note di frutti rossi maturi che giungono alla grafite e alle spezie per concludersi con la genziana. Il gusto complesso e ricercato evoca alla mente i lunghi processi di lavoro e maturazione e la splendida cooperazione, tra natura e uomo, nel creare un prodotto di rara bontà.

La sua produzione annua è di sole mille bottiglie quindi se volete testarla correte in enoteca!