Proposta
Novembre 2017

 

LE DUE FACCIE DEL PEPERONCINO

Il peperoncino o capsicum è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae originaria delle Americhe, e si ritiene che la sua coltivazione risalga già al 5.500 A.C. in particolare nelle vaste zone del Messico e del Cile. Numerose sono le testimonianze che associano Montezuma, ultimo signore degli Aztechi, all’uso del peperoncino; si dice lo bevesse mischiato con il cacao in una bevanda da lui stesso creata.

Nel corso del tempo la sua coltivazione si è diffusa in tutto il mondo ed è oggi utilizzato in diversi campi per le sue molteplici qualità e peculiarità benefiche.

A questa pianta sono stati dedicati studi e ricerche e persino una scala di valutazione propria per indicizzare il grado di piccantezza.

Questo si è reso necessario perché, come noto, ne esistono molte varietà ed alcune particolarmente piccanti che non solo sono nocive ma possono portare repentinamente alla morte.

E’ il caso dell’ultimo arrivato, il ”Dragon’s Breath” (alito di drago), una varietà creata da un agronomo gallese che nel tentativo di produrre un peperoncino esteticamente attraente ha casualmente dato vita al peperoncino più piccante al mondo. Nella scala Scoville, unità di misura mondiale della piccantezza del peperoncino, ha raggiunto il primo posto con un punteggio di 2,48 milioni di SHU (SHU = Scoville Heat Units). Per dare un idea e un riferimento immaginate che il famoso jalapeno ha una piccantezza intorno alle 10 mila unità e che il peperoncino calabrese arriva alle 30 mila unità. Lo spray orticante utilizzato dalla polizia per immobilizzare sfiora i 2 milioni di SHU.

Il Dragon’s Breath ha scardinato dalla pool position il famoso Carolina Reaper, un ibrido coltivato presso la PuckerButt Pepper Company di Fort Miller nel sud della Carolina, che aveva ottenuto nel 2013 il record con il punteggio di 2,20 milioni di SHU. Tra i più piccanti ricordiamo anche il Trinidad Scorpion che nel 2012 ha superato i 2 milioni SHU e che viene prodotto nel distretto di Moruga ai Caraibi. Infine il Napa Viper, prodotto dalla Chily Pepper Company nella contea nord-ovest di Cumbria ha sfiorato i 1,40 milioni di SHU.

E’ evidente che cibarsi di tali frutti sia pericolosissimo in quanto può portare ad uno shock anafilattico bloccando le vie respiratorie e causando la morte.

Mike Smith, che ha coordinato il gruppo di ricerca della Nottingham Trent University nella produzione di “Dragon’s Breath”, ammette che solo il contatto con la lingua produce un dolore insopportabile e la completa perdita di sensibilità.

Sulla base di ciò la sua produzione sta trovando importanti applicazione mediche e potrà risultare fondamentale per salvare delle vite umane. Infatti si sta lavorando per utilizzarlo come alternativa ai classici anestetici rendendolo idoneo ad essere utilizzato da tutti coloro che per vari motivi non possono usufruire dei metodi tradizionali. Inoltre visto il suo basso costo di produzione si renderà fondamentale per tutti i paesi in via di sviluppo o con scarsi fondi sanitari. Un esempio importante di come un prodotto potenzialmente mortale possa trasformarsi in un prezioso salvavita.